Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo. Ulteriori informazioni
ACCETTO
scopri il meteo
meteo settimanale
citazione
STORIA

Di origini risalenti al periodo villanoviano, probabilmente per le caratteristiche naturali del territorio che garantivano la difesa da animali e da tribù limitrofe rivali, Lubriano è stato un insediamento di gente etrusca, la cui capitale era “Vulsinium” l'attuale Orvieto.

tomba

A testimonianza del periodo etrusco, sono state rinvenute varie tombe con suppellettili funerarie databili al VI-VII sec. a.C.. L'antico nome con cui conosciuta Lubriano, sembra essere “Vicus Cimiliano o Cimerianus”. Nel 265 a.C. fu soggetta alla dominazione romana per opera del Console Decio Fabio Gurge, che in quel periodo risaliva il Tevere con le sue truppe, diretto a distruggere la capitale etrusca “Vulsinium”. Di questo periodo rimangono sporadici resti di impianti termali nelle zone limitrofe. All'anno 303 d.C. risale l'evangelizzazione della zona di Lubriano per opera di S. Ansano, giovane romano della famiglia Anicia, che compì varie conversioni e miracoli.

A seguire la cittadina fu caratterizzata dall'alternarsi di dominazioni visigote, gote e bizantine, susseguite da una lunga dominazione longobarda che si protrasse dal 605 al 774 e di cui le campagne di scavo condotte, soprattutto nella zona di Bagnoregio, tra il 1972 e il 1974, hanno portato alla luce varie tombe e numerosi altri resti. La dominazione longobarda terminerà soltanto quando Carlomagno, Re di Francia, scenderà in Italia e giurerà solennemente all'allora Pontefice Adriano I, di rispettare i cosiddetti Patti di Quiersy e riconsegnare al papato le terre dominate dai Longobardi, tra cui anche il territorio di Lubriano. La sottomissione al dominio della Chiesa fu causa di un periodo denso di ribellioni che portarono nel 1020 alla riconferma della sottomissione di Lubriano al Papa Benedetto VIII. All'anno 824 risale probabilmente la venuta dei Benedettini e la fondazione di varie celle monastiche nella zona. Molto probabilmente una cella monastica fu costruita anche a Lubriano e, le fu eretta accanto la chiesina priorale dedicata a San Giovanni Battista, primo nucleo di quella che fu costruita intorno all'anno 1120 e che rappresenta l'attuale Chiesa Parrocchiale.

torre

Durante il periodo feudale il territorio di Lubriano, insieme ad altre terre limitrofe, fu caratterizzato dalla dominazione della famiglia dei Conti, probabile antenata, di origine longobarda, dei Monaldeschi, che si impegnò nella costruzione di castelli e isolate torri di avvistamento e di difesa e che, nel 1074, diede inizio alla costruzione del Castello di Seppie. Collocato a circa 3 Km a Est della cittadina, deve il suo nome al longobardo Saepis, termine usato per indicare una barriera muraria, oppure una recinzione.

stemma Monaldeschi

Intorno al 1100, si diede avvio anche alla edificazione di un palazzo residenziale, che venne affiancato a una torre già esistente. L'edificio fu totalmente diroccato nel 1695 a causa del violento terremoto e venne riedificato, tra il 1695 e il 1704, per opera del Conte Paolo Antonio Monaldeschi, su progetto di Giovanni Battista Gazzale di Vignanello. Nel 1120 si ritiene abbia avuto inizio la costruzione della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista. Intorno al 1140 inizia per Lubriano, e per tutte le terre limitrofe soggette al Feudalesimo, una lunga guerra di liberazione, durata oltre 20 anni a cui seguì una breve occupazione di Federico Barbarossa, il quale per un accordo con il Papa Alessandro III, cedette queste terre alla Santa Sede. A seguito di una forte scossa di terremoto, avvertita il giorno 12 marzo 1306, essendo le mura di difesa del paese risultate compromesse, il Comune di Orvieto ne ordinò la riparazione, mediante ispessimento delle stesse e la costruzione di cinque torri aperte in punti strategici. Siamo all'epoca dei cruenti conflitti tra le due fazioni opposte dei Guelfi, guidati dalla famiglia Monaldeschi, schierata dalla parte ecclesiastica e i Ghibellini, appoggiati dalla famiglia dei Filippeschi, schierati a favore della fazione imperiale. I conflitti si protrassero anche a seguito della sconfitta della famiglia dei Filippeschi nel 1313, quando insorsero anche altri rami della famiglia Monaldeschi, ( del Cervo, della Vipera, del Cane e dell'Aquila). Il ceppo dei Monaldeschi, cacciato da Orvieto, occupò di sorpresa i Castelli di Lubriano e Seppie, che poi saranno costretti a restituire al Rettore del Patrimonio nel 1339, per conquistarli poi nuovamente nel 1341. A questo momento fa seguito un periodo di pace con il Patrimonio di San Pietro, fino all'ottenimento del Viscontato di Lubriano, concesso da Papa Bonifacio IX a Corrado di Berardo Monaldeschi nel 1399. Solo alcuni anni dopo, nel 1413, Lubriano venne messa a sacco da Ladislao Re di Napoli, il quale, venendo meno ai patti conclusi con Giovanni XXIII, decise di occupare Roma e tutte le terre del Patrimonio di San Pietro. In seguito verrà stipulato un accordo di pace. Già nel 1414, Lubriano di nuovo oggetto di conquista da parte delle due compagnie di ventura, capitanate da Braccio di Montone e Tartaglia, allora in conflitto con la Santa Sede, ma nel 1419, la città verrà liberata da Muzio Attendolo Sforza, inviato dalla regina di Napoli.

primo sepolcro

Nel 1430 si registra la traslazione dei resti di San Procolo da Bagnoregio alla Chiesa Collegiata di San Giovanni Battista a Lubriano. Procolo, umile pastorello vissuto a Lubriano intorno al 1300 e morto all'età di soli 20 anni, sepolto dapprima a Bagnoregio e poi traslato a Lubriano e proclamato Patrono, presente sullo stemma comunale, che ne ripropone la figura appoggiata a un albero di quercia con una verga nella mano destra e un castello composto da tre torri con la mano sinistra. Oltre ai coinvolgimenti di Lubriano nelle vicende politiche di importanza nazionale, il paese era alle prese con l'annosa questione dei conflitti per i confini con la vicina Bagnoregio che nel 1458 distrusse il Castello della Cervara con l'alleanza di Pietro di Somma di Montefiascone e di Francesco Vitozzi di Bolsena. Seguirà l'occupazione di Lubriano da parte delle truppe francesi di Carlo VIII re di Francia. Nel 1467 Lubriano, come gran parte dello Stato pontificio, fu colpito da una grave pestilenza, che si diffonderà nuovamente nel 1476. Nel 1494 Lubriano viene occupata dai Francesi provenienti da Orvieto con Carlo VIII al comando e l'anno successivo, Alessandro VI, per sfuggire alle eventuali vendette di Carlo VIII, di ritorno da Napoli, si rifugia prima ad Orvieto e poi a Perugia, per poi far ritorno a Orvieto e trasferirsi a Roma, transitando da Lubriano e ricevendo l'omaggio da tutta la popolazione.

In occasione del Sacco di Roma, per opera dei Lanzichenecchi nel 1527, anche Lubriano fu messa a sacco da gruppi guidati da Fabrizio Maramoldo. Da questa data, fino ad oggi, i documenti non restituiscono episodi di particolare rilievo nella vita politica ed economica a livello del paese. I documenti informano di interventi edilizi che hanno portato alla costruzione della “Torre del Sole”, detta comunemente di Santa Caterina, nell'intervallo di tempo che va dal 1576 al 1590, e di ampliamenti della Chiesa della Madonna del Poggio negli anni che vanno dal 1732 al 1737, per volontà del Marchese Pompeo Bourbon del Monte e di sua moglie Anna Rosa Monaldeschi, in collaborazione con l'allora parroco Don Paolo Proculo e grazie anche al generoso contributo dei cittadini lubrianesi.